Spring has come, it's time for traveling. What's nicer of a romantic holiday?
When thinking about romantic cities, the mind often goes to Paris, Venice, Prague.
Well, that's because, simply, Rome is out of category as for many other things. There are so many romantic sites that it is even difficult to remind all of them.
Tips & tricks, stories and more about Rome by a Roman that, after traveling for 30 years, now welcomes guests from around the world in his B&B’s. - Consigli pratici, storie e altro su Roma raccontati da un Romano che, dopo aver viaggiato per 30 anni, ora accoglie ospiti da tutto il mondo nei suoi B&B
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Visualizzazione post con etichetta Piazza di Spagna. Mostra tutti i post
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giovedì 30 marzo 2017
martedì 3 gennaio 2017
Epifania - 6 Gennaio
L'uso di mettere doni (caramelle, frutta secca, mandarini ecc.) all'interno di una calza appesa al focolare nella notte della befana avrebbe un valore propiziatorio e di rinnovamento per l'anno nuovo.
La spiegazione dei doni fatti dalla befana, secondo una leggenda risalente intorno al XII secolo, sarebbe collegata ai Re Magi che non riuscendo a trovare la strada per Betlemme chiesero informazioni ad una vecchietta che sgarbatamente si rifiutò di ascoltarli. In seguito, la donna pentitasi di tale azione preparò un sacco pieno di dolci e si mise a cercarli, fermandosi ad ogni casa a donare dolciumi ai bambini nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.
Da allora questa vecchietta nella notte tra il 5 e il 6 gennaio girerebbe per il mondo, facendo regali ai bambini, per farsi perdonare.
Ma come mai nella notte della befana c'è la tradizione delle calze? Si presume che queste abbiano acquisito tale valore per la doppia valenza di indumenti indispensabili contro il freddo e di contenitori perfetti a disposizione di chiunque. Una leggenda dice che Numa Pompilio, uno dei famosi sette re di Roma, avesse l'abitudine di appendere durante il periodo del solstizio d'inverno una calza in una grotta per ricevere doni da una ninfa.
Il carbone, antico simbolo rituale dei falò, inzialmente veniva inserito nelle calze o nelle scarpe insieme ai dolci, in ricordo del rinnovamento stagionale. Poi la cultura cattolica trasformò il carbone in simbolo di punizione per i bambini che si erano comportati male durante l'anno.
Nella civiltà contadina le calze della befana (una per ciascun bambino della famiglia), di solito erano appese sotto la cappa, perché la vecchia le trovasse subito.
Molti le agganciavano direttamente alla catena del paiolo, altri a dei chiodi fissi in qualche angolo del focolare.
Ma non tutti i bambini usavano appendere le calze per la Befana.
Alcuni invece che le calze, mettevano bene in vista delle belle scarpe o degli stivaletti. La Befana, si sa, ha sempre tanti buchi nelle scarpe, così avrebbe potuto prendersi quelle nuove e lasciare in cambio i suoi doni.
Se invece non ne aveva bisogno, lasciava le scarpe al loro posto riempiendole di doni.
In certi paesi c'erano bambini che non mettevano né calze, né scarpe, né stivali per i doni della Befana.
Preferivano invece cestini, canestri, panieri, piatti, ciotole di legno e cappelli rovesciati.
Ma erano le calze ad essere preferite da tutti, perché essendo di lana si allargavano facilmente e quindi contenevano più doni. I bambini furbi, anziché le loro calze, che erano piccole, appendevano le lunghe calze nere della mamma e della nonna, che di doni potevano raccoglierne ancora di più.
giovedì 3 novembre 2016
Da Piazza di Spagna a Piazza di Pietra
Da Piazza di Spagna a Piazza di Pietra
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From Piazza di Spagna to Piazza di Pietra
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| Piazza di Pietra |
From Piazza di Spagna to Piazza di Pietra
This walk heads from east to west across Rome’s center, from its most glittery piazza to one of its quietest.
After a look around the piazza, at least one gelato, and a stop at the Keats/Shelley Museum (1), climb to the top of the steps for a spectacular view across Rome, a visit to the Church of the Trinità dei Monti (2), and a brief detour left up the Via della Trinità dei Montito the Villa Medici (3), whose widemouthed fountain has a curious spout – a relic of Christina, Queen of Sweden’s, lucky cannonball shot from the ramparts of Castel S. Angelo.
Retrace your route and cross to the far side of the steps to follow Rampa Mignanelli downhill to Piazza Mignanelli. You may the stop for a coffee stepping into the cool dark of the Caffè Leonardo (4), then follow Via dei due Macelli out of the piazza to Via del Tritone. Turn right to Via della Stamperia, left to the Fontana di Trevi (5), surrounded day and night by wishful tourists and, happily for the bargain minded, dozens of inexpensive shops of all kinds. Follow Via delle Muratte west out of the piazza and across the Corso to the pedestrian passageway of Via di Pietra, which empties into the beautiful Piazza di Pietra (6), named for the Temple of Hadrian, whose 2,000 years old stone columns dominate the piazza. Be sure to peek over the guardrail to appreciate how “tall” Rome has grown in the millennia since then - one of the more graphic examples of the many leyers of the city.
When in Piazza di Pietra don't forget to seat for a coffe at La Caffettiera and to taste its Neapolitan specialties.
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venerdì 28 ottobre 2016
Via del Babuino and Via Margutta - English
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| Via Margutta |
Via del Babuino and Via Margutta
Minutes from the crowded Corso, Via del Babuino and Via Margutta offer a different, quieter Rome.
The parallel streets of Via del Babuino and Via Margutta make a pleasant detour between Piazza del Popolo and Piazza di Spagna.
Laid out in 1525 and originally called Via Clementina, Via del Babuino takes it’s the name from a statue of Silenus, Dionysius’s tutor, that was so ugly Romans nicknamed it Babuino, or “baboon”; by 1581 the street wore the name as well.
The statue can be seen in front of the church of St. Anastasio (1) halfway down on the right. Just north of it, at no. 153, is the Anglican church of All Saints (2), built in 1882, seemingly airlifted straight from London’s Mayfair.
Just above All Saints, at no. 19, is the Italian Touring Club (3), a sprawling paradise of a store for serius travelers.
Turing south again, continue to Via dei Greci and Lion Bookshop (4), no. 33-36, whose caffè, children’s nook, and axellent selection of books in English make it a welcome stop.
Retrace your steps to Via del Babuino, turn right to reach Via d’Alibert, and left ubtil you hit Via Margutta.
Turn left onto this charming street that owes its fame to the artists who can no longer afford to live here. If it looks familiar, it might be because Gregory Peck lived here in Roman Holiday, in one of the tiny aparments tucked at the top the sylvan courtyard of no. 51 (5). Continue up Margutta, taking time to explore the street’s many stylish shops, including Lelli (6) at no. 5, which sells (and ships) exquisite Italian fabrics.
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