TESTACCIO - IL CUORE ROMANISTA DI ROMA | Bed and Rome and Breakfast

giovedì 15 giugno 2017

TESTACCIO - IL CUORE ROMANISTA DI ROMA


In tutte le città che hanno più di una squadra di calcio militanti nella serie maggiori, esiste una fiera rivalità. Sarà perché tutto ciò che riguarda Roma è unico, nessuna rivalità come quella tra Roma e Lazio è così sentita tanto da essere diventata simbolo delle rivalità stracittadina ed essere entrata nella cultura popolare venendo ad essere messa al centro di numerosi film e telefilm famosi a partire da Un giorno in pretura degli anni '50 del XX secolo fino a I Cesaroni, recente serie televisiva e anche Mangia prega ama, film americano del 2010 con Julia Roberts.
Aldilà dell'unicità di Roma, cosa ha fatto sì che questa rivalità diventasse tanto accesa?

Come avvenuto un po' ovunque una squadra, la Lazio, si è identificata all'inizio con le classi borghesi medio-alte e l'altra, la Roma, con quelle più popolari. E' peraltro vero che coloro che, almeno in Italia, fondarono le squadre di calcio tra il finire del XIX e l'inizio del XX secolo, appartenevano tutti alla borghesia medio-alta. E infatti questa distinzione nel tempo si è attenuata.
Più di questo ha pesato la scelta dei simboli. I fondatori della Lazio, società nata nel 1900 e più antica della Roma fondata nel 1927, scelsero simboli legati alla vocazione universale della città di Roma, e quindi i colori della Grecia, il bianco e l'azzurro, e l'aquila delle legioni romane. I simboli della Roma sono più legati alla città, i colori giallo e rosso, la lupa capitolina. E se è vero che chi è di Roma ha per natura una vocazione universalistica, è anche vero che ama svisceratamente la propria città.
Ma probabilmente ciò che da subito determinò l'emergere di una rivalità tanto accesa fu la scelta dello stadio. La Lazio giocava allo Stadio della Rondinella, costruito su sua richiesta nel 1914 accanto al già esistente Stadio Nazionale, poi divenuto Stadio del PNF e poi Stadio Flaminio. Lo Stadio della Rondinella si trovava quindi nella zona nord della città, piuttosto al di fuori del centro e in un'area dove stavano sorgendo abitazioni per la borghesia medio-alta.
Campo Testaccio
Pochi dubbi sul tifo testaccino
La Roma scelse invece di far costruire un proprio stadio all'interno delle Mura Aureliane, in una zona popolare, Campo Testaccio, in Via Nicola Zabaglia nell'omonimo rione Testaccio, caratterizzandosi così come la squadra della Città.
Campo Testaccio, costruito in legno sul modello degli stadi inglesi allora all'avanguardia, ospitò le partite della Roma dal 1929 al 1940 quando, ormai in cattive condizioni, venne abbandonato ed abbattuto. E' stato poi ricostruito, seppur di dimensioni minori, nel 2000 ma dal 2008 versa purtroppo in uno stato di abbandono dopo essere stato danneggiato dai lavori di costruzione di un parcheggio sotterraneo.

Testaccio è uno dei rioni di più recente costituzione, la sua istituzione ufficiale è del 1921, ed urbanizzazione del centro storico di Roma ma vanta comunque una storia molto antica.
Nell'antichità, sulle sponde del Tevere, si trovava il porto cittadino dove giornalmente attaccavano le chiatte che, trainate dai buoi, risalivano il fiume per scaricare le provviste necessarie a sfamare una città che contava oltre un milione di abitanti.
Monte dei Cocci
A ciò si deve l'elemento topografico che caratterizza il quartiere, il Monte dei Cocci (Mons Testaceus), una collina artificiale di circa 35 metri di altezza costituita da tutti i cocci delle anfore rotte, anfore che venivano usate per il trasporto dei generi alimentari. I cocci delle anfore venivano poi impilati con regolarità in modo da permettere la crescita della collina. In alcuni punti e anche all'interno di uno dei numerosi locali che circondano il Monte dei Cocci è possibile vedere i vari frammenti.
I cocci impilati
Oltre al porto nella zona vi erano i magazzini; l'insieme era chiamato Emporium, da cui deriva la parola odierna emporio. In Via Rubattino si possono vedere i resti del Porticus Aemilia, parte dell'Emporium.
Porticus Aemilia
Macro - Ex mattatoi
Con la caduta dell'Impero Romano i traffici commerciali diminuirono drasticamente, ma la zona, insieme all'adiacente Ostiense, conservò comunque la sua vocazione mercantile come testimoniato dai numerosi magazzini e dall'ex mattatoio, ora divenuto una delle sedi del MACRO (Museo di Arte Contemporanea di Roma). Nell'adiacente quartiere Ostiense sorgevano invece i Mercati Generali, anche essi oggi destinati ad altro uso, peraltro ancora indefinito.
Come ampia parte del centro storico di Roma, anche Testaccio rimase zona prevalentemente occupata da prati e orti fino al 1870, anno della presa di Roma da parte del neonato Regno d'Italia.
Nei decenni successivi, la crescita impetuosa della popolazione di Roma portò a sfruttare ogni spazio disponibile nel centro storico o immediatamente a ridosso di esso, per la costruzione delle abitazioni destinate ai nuovi abitanti della città. Questo fu il caso di Prati, dell'Esquilino, di San Saba, di San Lorenzo e, appunto di Testaccio. Tutte queste zone sono caratterizzate dalla tipica disposizione delle strade a maglia quadrata, inventata dagli antichi Romani per i loro accampamenti, ma divenuta tipica dell'architettura sabauda-piemontese.
Il gasometro visto da Ponte Testaccio
Testaccio nacque come quartiere per gli operai che lavoravano nelle fabbriche del vicino Ostiense (Centrale Montemartini, fabbrica del gas e altre).
Al pari di San Lorenzo, ugualmente quartiere operaio, Testaccio nel corso degli anni assunse una cattiva fama, diventando spesso rifugio di delinquenti di piccolo e grosso calibro.
Al pari di San Lorenzo, anche Testaccio è iniziato a rinascere sul finire del XX secolo quando gli spazi industriali sono stati trasformati in spazi dedicati alla cultura o ad attività amministrative ed è stata creata l'Università di Roma Tre all'Ostiense. Oltre ad essere divenuta una delle aree residenziali più ricercate, Testaccio è divenuto uno dei centri della movida notturna, concentrata soprattutto nei locali sorti intorno al Monte dei Cocci. Rispetto a Trastevere, da cui e separato solo dal fiume ed invasa dai turisti, Testaccio è molto più romano. Insomma non ci sono locali che sono trappole per turisti, nessuno che esponga il famigerato menu turistico. La trattoria Da Bucatino e la pizzeria Nuovo Mondo, che sono tra i miei favoriti a Roma, sono locali semplici ma autentici e dove si può mangiare bene senza poi dover chiedere un mutuo in banca per saldare il conto.
Testaccio occupa un'area a forma sostanzialmente quadrilatera, compresa tra il Tevere, le Mura Aureliane e Via Marmorata, che deve il suo nome al fatto che vi si trovavano i depositi del marmo scaricato al porto.


Nell'angolo orientale del rione, al confine con San Saba e Ostiense, si trova il monumento più importante di Testaccio, nonché, probabilmente, il più curioso di tutta Roma, ovvero la Piramide Cestia. Questo pezzo di antico Egitto a Roma, non il solo peraltro, ricordando i numerosissimi obelischi, è il frutto della passione sfrenata per tutto ciò che era di origine egizia che divampò tra gli antichi Romani non appena l'Egitto cadde sotto la loro dominazione.
Già la costruzione di questo monumento, un gigantesco blocco di cemento alto più di 35 metri e ricoperto di cortina di mattoni e lastre di marmo, è curiosa.
Piramide Cestia vista dal lato di Piazzale Ostiense
Il ricco Caio Cestio lasciò scritto nel suo testamento che voleva essere seppellito in una piramide e che tale piramide doveva essere costruita in meno di 330 giorni dal giorno della sua morte. In caso contrario gli eredi avrebbero perso qualsiasi diritto sul suo patrimonio. Evidentemente il patrimonio di Caio Cestio era sufficientemente ingente da motivare gli eredi a far procedere in fretta i lavori tant'è che la piramide, ultimata nel 12 a.C., fu costruita in un tempo inferiore. La volontà testamentaria è ricordata da un'iscrizione posta sul fianco orientale e tuttora visibile -  opus absolutum ex testamento diebus CCCXXX, arbitratu (L.) Ponti P. f. Cla (udia tribu), Melae heredis et Pothi l(iberti).
Proprio a fianco della piramide si trova il Cimitero acattolico, detto anche Cimitero degli Inglesi, dove sono sepolti i grandi poeti inglesi John Keats e Percy Shelley, Antonio Gramsci, Luce D'Eramo, Carlo Emilio Gadda e molti altri.

Raggiungere Testaccio dalle nostre strutture è facilissimo, basta prendere il tram 3 in direzione Trastevere

Si potrà poi scendere o alla piramide o lungo Via Marmorata.


Nessun commento:

Posta un commento