RIONE ESQUILINO - LA PANCIA DI ROMA | Bed and Rome and Breakfast

giovedì 9 marzo 2017

RIONE ESQUILINO - LA PANCIA DI ROMA


San Giovanni è il cuore di Roma, Prati la mente, San Lorenzo l'anima, Piazza di Spagna e il Tridente la vetrine,Pantheon il salotto, Colosseo, Palatino, Circo Massimo la memoria, Trastevere e Testaccio l'animo popolare e San Pietro lo spirito.
E l'Esquilino è la pancia, l'apparato digerente, dove tutto entra e tutto viene assimilato.

In epoca pre-imperiale il territorio dell'attuale rione era destinato essenzialmente a discarica. Vi si trovavano anche luoghi di sepoltura per schiavi o cittadini di basso ceto sociale.

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La riforma augustea della ripartizione cittadina e la crescita della città fecero sì che l'area subisse una trasformazione radicale. Tutto quanto esistente venne ricoperto con una decina di metri di terra da riporto e vennero realizzati sia delle passeggiate pubbliche che giardini privati come i famosi Orti di Mecenate. Nel Medioevo il terreno divenne proprietà dei conventi che erano sorti nella zona. Successivamente, nel Seicento, sorsero numerose ville nobiliari di cui è rimasta solo Villa Wolkonsky, attuale residenza dell'ambasciatore del Regno Unito.
Porta Alchemica
Portici di Piazza Vittorio
Tutte le altre ville sparirono quando, dopo l'unità d'Italia, la zona venne rapidamente urbanizzata, anche in maniera piuttosto slvaggia, per far fronte alle esigenze abitative del ceto impiegatizio statale che si stava trasferendo nella nuova capitale. Di Villa Palombara resta solo la Porta Alchemica che si trova nei giardini di Piazza Vittorio Emanuele II (non chiamatela così, nessuno vi saprà dire dove si trova, per i romani è semplicemente Piazza Vittorio). Questa piazza, che è il centro del rione, è unica come stile in tutta Roma, essendo completamente circondata da porticati come nelle città del Nord Italia. Tutto lo stile del quartiere è peraltro tipicamente sabaudo, con le strade disposte parallelamente e perpendicolarmente tra di loro.

Porta Maggiore
Santa Maria Maggiore
Tra i vari rioni del centro, l'Esquilino è uno di quelli con il minor numero di luoghi di interesse artistico e archeolgico. Peraltro quanto potrete vedere all'Esquilino farebbe la fortuna turistica di qualsiasi città di medie dimensioni fuori dall'Italia. Possiamo citare, senza che la lista sia completa
  • Basilica papale di Santa Maria Maggiore 
  • Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, dove sono conservate le reliquie della croce di Gesù Cristo
  • Porta Maggiore, la più imponente delle porte che si aprono nelle mura Aureliane; in realtà è una parte monumentale dell'acquedotto Claudio
  • Ninfeo di Alessandro, nei giardini di Piazza Vittorio
  • Tempio di Minerva Medica, a Via Giolitti
  • Auditorium di Mecenate, in Largo Leopardi
  • Obelisco Espuilino, sul retro di Santa Maria Maggiore, copia romana di un oblesico egizio
  • Colonna della Pace, di fronte a Santa Maria Maggiore, l'unica rimasta di quelle che sorreggevano la volta della Basilica di Massenzio.
Ninfeo di Alessandro
Tempio di Minerva Medica
 L'edificio più importante dell'Esquilino è però sicuramente la Stazione Termini, il più importante punto di ingresso e uscita da Roma. E' stata proprio la presenza della Stazione Termini che ha fatto sì che l'Esquilino sia diventata la zona più multi-etnica di Roma, quella che inghiotte e assimila, sia pure nel tempo, i nuovi arrivati.
Stazione Termini
La Chinatown dell'Esquilino
Ciò non deve apparire strano; nella Roma imperiale coesistevano persone provenienti dai tutti i più remoti angoli dell'impero e a partire dal III secolo gli imperator nati a Roma iniziarono a diventare una rarità..
Laddove quindi la presenza di numerosi immigrati crea sicuramente problemi, anche di degrado urbano, essa crea anche una vitalità che non si riscontra in altre zone di Roma che, talvolta, paiono un poco ingessate a memoria del passato. Rendere l'Esquilino un luogo vivibile e caratteristico è una sfida che non riguarda solo l'amministrazione ma la cittadinanza tutta.

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