Bed and Rome and Breakfast - 3 B&B in Rome: Itinerari
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martedì 27 marzo 2018

SET CINEMATOGRAFICI ROMANI - I SOLITI IGNOTI

Piazza Armenia - I Soliti Ignorti
Dire cinema italiano significa dire Roma, sia perché a Roma ci sono gli studi di Cinecittà sia perché la Città Eterna offre tanti scenari quanto forse nessuna altra città al mondo.

Molti film girati a Roma sono comunque andati alla ricerca di ambientazioni differenti rispetto a quelle che tutto il mondo conosce, Colosseo, San Pietro, Castel Sant'Angelo, ma più legate alla vita di tutti i giorni.

Tra questi film, uno dei più famosi è certamente uno dei capolavori assoluti, anzi proprio il capostipite, della commedia all'italiana, I Soliti Ignoti.

giovedì 15 giugno 2017

TESTACCIO - IL CUORE ROMANISTA DI ROMA


In tutte le città che hanno più di una squadra di calcio militanti nella serie maggiori, esiste una fiera rivalità. Sarà perché tutto ciò che riguarda Roma è unico, nessuna rivalità come quella tra Roma e Lazio è così sentita tanto da essere diventata simbolo delle rivalità stracittadina ed essere entrata nella cultura popolare venendo ad essere messa al centro di numerosi film e telefilm famosi a partire da Un giorno in pretura degli anni '50 del XX secolo fino a I Cesaroni, recente serie televisiva e anche Mangia prega ama, film americano del 2010 con Julia Roberts.
Aldilà dell'unicità di Roma, cosa ha fatto sì che questa rivalità diventasse tanto accesa?

giovedì 11 maggio 2017

IL ROSETO COMUNALE DI ROMA

 

Maggio, mese delle Rose

Incastonato sull’Aventino, sorge uno dei giardini più romantici di Roma: il Roseto Comunale.
E’ uno spazio dove la primavera tripudia in ogni angolo; già dal III sec. A.C. vi era un tempio dedicato alla Dea Flora, importante luogo di culto.
A quel tempo, In primavera venivano organizzati nel vicino Circo Massimo dei particolari festeggiamenti in onore della dea.

venerdì 31 marzo 2017

ONE WEEK IN ROME - PART 11

FROM THE FICTIONAL DIARY OF A BRITISH TRAVELER

Go back to part 10 if you missed it.

During my stay in Rome, I heard that many Romans complain about the poor efficiency of public transportation?
Is that a problem for a traveler? Indeed yes, if one is visiting Rome with a tourist mentality, so focusing on the main spots. Once one enters into the point of view of a real traveler, it becomes an opportunity because, when walking, there is the possibility to see a lot of things that otherwise would remain unknown.
With the help of the staff of San Lorenzo Guest House I planned my next march (after the training I had during the week I beleive to be ready for the Olympics)


Basilica of Santa Maria Maggiore
Santa Maria Maggiore

The final destination was the Caius Cestius pyramid and I got there through a long tour.
Walking along the Aurelian Walls, where you can see houses in the walls (it's Villa Gentili-Dominici, the biggest villa inside the center of Rome) and then along the Termini station I reached Piazza dei Cinquecento, in front of the station. Then I walked to reach the Basilica of Santa Maria Maggiore, one of the four main basilicas in Rome along with St. Peter, St. John Lateran and St. Paul.
Moses by Michelangelo Buonarroti
Moses by Michelangelo
According to the tradition, it has been built on the place where it snowed in August during the IV century AD. From Santa Maria Maggiore I walked to Colle Oppio, keeping aside od the Beths of Trajan, to reach the Basilica of San Pietro in vincoli to admire the Moses by Michelangelo Buonarroti. It's woth to enter to the faculty of Engineering, junt aside of  the church, to see the kloster and the well in the middle of it.
Going down though the Scalinata dei Borgia (Borgia's Stairs), I reached Via Cavour and the Via dei Fori Imperiali. What could I say about this street that connects the Colosseum with Piazza Venezia? Simply you walk across the history because the Forums were the center of the political life in ancient Rome.
Via dei Fori Imperiali
Via dei Fori Imperiali
Piazza Venezia is the crucial point of the traffic in the center of Rome . I was told that, at the beginning of Via del Corso, there is a retractable footboard, but it is currently not working, from where a traffic policeman attempts to keep evereything in order. He must be a real artist.


But now is time for a break.


giovedì 30 marzo 2017

ROMAN(TIC) HOLIDAY

Ronanti sites in Rome
Spring has come, it's time for traveling. What's nicer of a romantic holiday?
When thinking about romantic cities, the mind often goes to Paris, Venice, Prague.
Well, that's because, simply, Rome is out of category as for many other things. There are so many romantic sites that it is even difficult to remind all of them.

giovedì 16 marzo 2017

VERGOGNA!

Piazza dell'Immacolata San Lorenzo

Sì, vergogna!. La categoria dei giornalisti, o pseudo tali, dovrebbe solo vergognarsi a mandare in onda servizi come quello andato in onda lunedì 13 marzo 2017 si SKY TG 24 alle 13, in un ora di alto ascolto, fatto unicamente per denigrare il quartiere di San Lorenzo e chi lo frequenta.
E' la prima volta che, su questo blog, scrivo su un argomento di attualità e non di storia, di posti da visitare o dove andare. Non volevo scrivere su temi per così dire politici perché sono temi sempre delicati da affrontare, ma dopo avere visto quel servizio, tra l'altro solo un pezzo, che mi ha fatto andare di traverso il pranzo, ho deciso di fare un'eccezione che spero sia l'ultima.
Ho ritrovato in rete il pezzo e qui sotto lo potete vedere.


Vergogna, lo ripeto ancora! Come si fa a dare la responsabilità dei problemi a chi fa solo il suo mestiere di giovane, a chi fa ciò che tutti i giovani, in ogni epoca hanno fatto, divertirsi?
E' forse colpa degli studenti che la sera animano San Lorenzo se poi la mattina l'AMA non passa a pulire le strade come invece magari fa in quartieri più celebrati, tra l'altro anche male?
Perché dare voce solo a coloro che si sentono disturbati da chi la sera si ritrova in un ristorante, un bar, un pub, e non a coloro che questi locali gestiscono con impegno lavorando fino a tarda notte e ricavandoci, spesso, solo quanto basta per vivere dignitosamente?
Perché usare paroloni come criminalità per il fatto che la sera circolano sostanze poco lecite o illecite? Perché dire che a San Lorenzo abitano tanti detenuti ai domiciliari, mentre la realtà è che mote persone in regime di semi-libertà e che non hanno un posto dove andare, sono accolte dall'Esercito della Salvezza che garantisce loro un posto dignitoso dove stare?
Io a San Lorenzo non ci abito, ho una attività di affittacamere. Ebbene mai nessun mio ospite è stato derubato o fatto oggetto di violenze a San Lorenzo. Gli avranno forse proposto uno spinello, che avrà rifiutato o acquistato, questo non lo so. Se sono stati derubati, questo è successo in luoghi più rinomati come Piazza di Spagna, o sui mezzi pubblici. Ma mai, mai, a San Lorenzo. Mai nessun ospite mi ha parlato di atti di vandalismo compiuti sulla sua macchina.
Perché dire che di giorno è un quartiere morto quando invece, di giorno, è uno dei pochi posti a Roma dove si può camminare in mezzo alla strada senza rischiare di essere travolti dalle auto e senza sentire puzza di smog e rumore di clacson?
Perché diffamare quando San Lorenzo è uno dei pochi posti a Roma dove entrando in un bar e mettendosi a chiacchierare con un altro avventore, che molto probabilmente sarà o uno studente o un professore dell'università,  può anche capitare che l'argomento di conversazione non sia solo il calcio o la politica vissuta vissuta con spirito di tifoso della Curva Sud?
Nel servizio ho visto intervistate quase esclusivamente persone anziane. Beh, prima di prendersela con la movida avrebbero dovuto ricordarsi cosa era San Lorenzo prima dell'arrivo della movida. Sul finire degli anni '70 io ero studente universitario e Via Tiburtina era una specie di confine. Oltre Via Tiburtina si poteva dire, come nell'antichità, "hic sunt leones". Non ci si andava oltre a meno di non appartenere a qualche banda malavitosa o a qualche organizzazione extra-parlamentare ben dotata di bastoni e bottiglie molotov.
Poi, appunto, è arrivata la movida e ha ripulito il quartiere. Sì, ci sono gli spacciatori che vendono lo sballo un tanto al grammo. Ma nessuno obbliga nessuno ad acquistare le polverine da sballo.
Ci sta confusione, ma è confusione fatta da ragazzi che intanto il giorno studiano, che si preparano ad essere la futura classe dirigente dell'Italia, non è la confusione fatta dai branchi di vandali alienati che arrivano dalle periferie abbandonate a se stesse e che si trovano molto più a loro agio in zone come Trastevere, Testaccio, Monti. A San Lorenzo non potrebbero mimetizzarsi, troppo evidente sarebbe la disparità culturale rispetto agli universitari. E se gli studenti la sera vogliono fare un poco di baldoria, lasciamogliela pure fare.
E, cari giornalisti, se volete fare vere inchieste, cercate le responsabilità dove stanno veramente, non dove "fa un bel titolo".

Vincenzo Sangiorgio

giovedì 9 marzo 2017

RIONE ESQUILINO - LA PANCIA DI ROMA


San Giovanni è il cuore di Roma, Prati la mente, San Lorenzo l'anima, Piazza di Spagna e il Tridente la vetrine,Pantheon il salotto, Colosseo, Palatino, Circo Massimo la memoria, Trastevere e Testaccio l'animo popolare e San Pietro lo spirito.
E l'Esquilino è la pancia, l'apparato digerente, dove tutto entra e tutto viene assimilato.

In epoca pre-imperiale il territorio dell'attuale rione era destinato essenzialmente a discarica. Vi si trovavano anche luoghi di sepoltura per schiavi o cittadini di basso ceto sociale.

www.sanlorenzoguesthouse.com

La riforma augustea della ripartizione cittadina e la crescita della città fecero sì che l'area subisse una trasformazione radicale. Tutto quanto esistente venne ricoperto con una decina di metri di terra da riporto e vennero realizzati sia delle passeggiate pubbliche che giardini privati come i famosi Orti di Mecenate. Nel Medioevo il terreno divenne proprietà dei conventi che erano sorti nella zona. Successivamente, nel Seicento, sorsero numerose ville nobiliari di cui è rimasta solo Villa Wolkonsky, attuale residenza dell'ambasciatore del Regno Unito.
Porta Alchemica
Portici di Piazza Vittorio
Tutte le altre ville sparirono quando, dopo l'unità d'Italia, la zona venne rapidamente urbanizzata, anche in maniera piuttosto slvaggia, per far fronte alle esigenze abitative del ceto impiegatizio statale che si stava trasferendo nella nuova capitale. Di Villa Palombara resta solo la Porta Alchemica che si trova nei giardini di Piazza Vittorio Emanuele II (non chiamatela così, nessuno vi saprà dire dove si trova, per i romani è semplicemente Piazza Vittorio). Questa piazza, che è il centro del rione, è unica come stile in tutta Roma, essendo completamente circondata da porticati come nelle città del Nord Italia. Tutto lo stile del quartiere è peraltro tipicamente sabaudo, con le strade disposte parallelamente e perpendicolarmente tra di loro.

Porta Maggiore
Santa Maria Maggiore
Tra i vari rioni del centro, l'Esquilino è uno di quelli con il minor numero di luoghi di interesse artistico e archeolgico. Peraltro quanto potrete vedere all'Esquilino farebbe la fortuna turistica di qualsiasi città di medie dimensioni fuori dall'Italia. Possiamo citare, senza che la lista sia completa
  • Basilica papale di Santa Maria Maggiore 
  • Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, dove sono conservate le reliquie della croce di Gesù Cristo
  • Porta Maggiore, la più imponente delle porte che si aprono nelle mura Aureliane; in realtà è una parte monumentale dell'acquedotto Claudio
  • Ninfeo di Alessandro, nei giardini di Piazza Vittorio
  • Tempio di Minerva Medica, a Via Giolitti
  • Auditorium di Mecenate, in Largo Leopardi
  • Obelisco Espuilino, sul retro di Santa Maria Maggiore, copia romana di un oblesico egizio
  • Colonna della Pace, di fronte a Santa Maria Maggiore, l'unica rimasta di quelle che sorreggevano la volta della Basilica di Massenzio.
Ninfeo di Alessandro
Tempio di Minerva Medica
 L'edificio più importante dell'Esquilino è però sicuramente la Stazione Termini, il più importante punto di ingresso e uscita da Roma. E' stata proprio la presenza della Stazione Termini che ha fatto sì che l'Esquilino sia diventata la zona più multi-etnica di Roma, quella che inghiotte e assimila, sia pure nel tempo, i nuovi arrivati.
Stazione Termini
La Chinatown dell'Esquilino
Ciò non deve apparire strano; nella Roma imperiale coesistevano persone provenienti dai tutti i più remoti angoli dell'impero e a partire dal III secolo gli imperator nati a Roma iniziarono a diventare una rarità..
Laddove quindi la presenza di numerosi immigrati crea sicuramente problemi, anche di degrado urbano, essa crea anche una vitalità che non si riscontra in altre zone di Roma che, talvolta, paiono un poco ingessate a memoria del passato. Rendere l'Esquilino un luogo vivibile e caratteristico è una sfida che non riguarda solo l'amministrazione ma la cittadinanza tutta.

giovedì 2 marzo 2017

SAN GIOVANNI IL QUARTIERE CHE NON C'E' - 3 - CURIOSITA'


1) In Piazza San Giovanni in Laterano, all'inizio di Via Merulana ci sta un pezzo di acquedotto romano inserito tra due palazzi.
2) L'obelisco Lateranense, che si trova in Piazza San Giovanni in Laterano, è il più alto obelisco monolitico del mondo
3) In Via Apulia, all'angolo con Via Farsalo, sul muro esterno di una scuola ci sta un grande murales dedicato a Francesco Totti realizzato da Lucamaleonte, street artist autore di numerosi murales in varie città.
4) Sempre in Via Apulia, circa a metà della strada, vi potrà capitare di vedere un anziano signore che ripara piccoli elettrodomestici seduto su uno sgabello sul marciapiede.
5) In Via Veio, quasi all'angolo con Via Appia Nuova, si trova AntiCafè, la prima caffetteria a tempo aperta a Roma, dove insomma si paga non per ciò che si consuma ma per il tempo che si rimane dentro.
6) In Via Albalonga si trova la sede storica di Pompi, bar notissimo per il suo tiramisù.
7) In Via Marruvio si trova un negozio che vende dischi a 33 giri d'epoca.
8) Il ristorante-pub-pizzeria Robivecchio in Via Gallia all'angolo con Via Licia prende il nome da un negozio di robivecchi (cioè un rigattiere) che si trova proprio accanto.
9) Ai margini del quartiere, proprio di fronte alle Terme di Caracalla, si trova la villa che è stata di Alberto Sordi.
10) In Via Vetulonia si trova la trattoria Core de Roma. Le foto e le magliette dei calciatori appese alle pareti, nonché i colori delle pareti, non lasciano alcun dubbio sulla fede calcistica dei proprietari del ristorante. Tra tutte le magliette primeggia, naturalmente, quella di Francesco Totti cresciuto nella casa proprio di fronte al ristorante e che ha tirato i primi calci al pallone sul campo G.I.L. della Fortitudo Roma, a Via Lusitania.
11) La palestra della Fortitudo Roma è stata realizzata dall'architetto Enrico Del Debbio, lo stesso che ha realizzato il complesso del Foro Italico.
12) In Via Sannio si trova lo storico mercato all'aperto dell'abbigliamento low-cost. Il mercato, che attualmente lavora su un'area ridotta a causa dei lavori di realizzazione della linea C della metropolita, è famoso anche per la vendita di attrezzature per il campeggio e la pesca.

Vincenzo

martedì 21 febbraio 2017

PICTURES FROM ROME

Colosseum and Arch of Constantine

Winter (?) in Rome,
Winter months in Rome are like spring in many other European cities. They are perfect to visit the city out of the crowd.

image of Colosseum
Circus Maximus and Palatine

b&b St. John Villa
The lemon tree of the St. John Villa
b&b St. John Villa Rome
The garden of the St. John Villa


sabato 18 febbraio 2017

SAN GIOVANNI - IL QUARTIERE CHE NON C'E' - 2 - ORIGINE DI UNA PAROLA

 

Lasciando Piazza San Giovanni in Laterano, quella con l'obelisco per intenderci, dalla parte del battistero, si imbocca Via dell'Amba Aradam. Sulla destra si trova la zona ospedaliera con il San Giovanni e l'Addolorata, che costituiscono un polo unico, e il Britannico il cui ingresso si trova su Via Santo Stefano Rotondo. Ma lasciamo pure perdere gli ospedali, in fondo non siamo qui per farci curare, e restiamo invece su questa via. Quante volte abbiamo sentito dire "qui ci sta un ambaradan" per intendere che ci sta una gran confusione? Molte probabilmente, e ci saremo chiesti da dove derivi questa strana parola. Ecco, questa strada ci fornisce la risposta.
L'Amba Aradam
L'Amba Aradam è un altopiano (amba in lingua locale) dell'Etiopia dove nel 1936, durante le guerre coloniali, le truppe italiani sconfissero quelle abissine in una battaglia che ebbe, in realtà, ben poco di eroico. In aggiunta, tre anni dopo, nello stesso posto una ribellione locale venne stroncata utilizzando gas tossici già vietati dalle convenzioni internazionali. Perché, caduto il fascismo, si sia deciso di mantenere questo toponimo celebrativo per una via importante di Roma resta per me un mistero, ma tant'è. Tra l'altro durante la battaglia si venne a creare una situazione piuttosto ridicola dalla quale è derivato, appunto, il modo di dire qui ci sta un ambaradan.
Avvenne infatti che alcune tribù locali pensarono di sfruttare la situazione alleandosi alternativamente ora con l'una, ora con l'altra parte in battaglia. Insomma, quello che fino a un minuto prima era un alleato, un minuto dopo iniziava a sparare contro a seconda di chi offriva di più.
Al rientro in Italia un qualche ignoto soldato, inconsapevole del fatto che stava creando una nuova parola e modo di dire, riferendosi a una situazione confusa inizio a dire "qui è come ad Amba Aradam, qui è un'Amba Aradam". In breve il modo di dire entrò nell'uso comune, anche per l'assonanza con baraonda, le due parole vennero fuse in una sola con la m finale sostituita da una n.
Via dell'Amba Aradam sarà in breve tempo (nota importante: per breve tempo bisogna ben intendersi sul significato che, per una città che ha 2700 anni di storia, non è lo stesso valido in qualsiasi altra parte del mondo) il luogo dove si troverà la prima stazione archeologica della metropolitana di Roma. Infatti, durante i lavori di realizzazione della omonima stazione della linea C che si troverà verso la fine della via verso Porta Metronia, sono stati rinvenuti i resti di una grande caserma risalente alla prima metà del II secolo che venne demolita e interrata quando vennero realizzate le Mura Aureliane.

venerdì 17 febbraio 2017

LUOGHI DI ROMA - IL MANDRIONE E PASOLINI

Negli anni della mia prima adolescenza, nel fine settimana, andavo abbastanza spesso  con i miei zii a Rocca di Papa, dove loro avevano comprato una casa per passarci appunto le giornate festive.
Rientravamo a Roma, in genere, la domenica sera dopo cena. Percorrendo la Via Tuscolana in direzione del centro, a un certo punto si passa sotto gli archi dell'Acquedotto Felice. Subito dopo, sulla destra, inizia una strada da cui, all'epoca, non era insolito vedere uscire qualche persona dall'aspetto poco rassicurante. Percepivo, nei miei zii, la voglia di allontanarsi il prima possibile da quei luoghi. Per me quella strada, Via del Mandrione, è rimasta per anni un luogo misterioso, da cui tenersi lontani. Era un simbolo di degrado e povertà. Poi, circa un anno fa, guidato dal navigatore satellitare, l'ho percorsa, come molti fanno nelle ore di punta della mattina, le uniche in cui la strada è soggetta a un forte traffico, per raggiungere la Casillina vecchia e poi Porta Maggiore. E ho scoperto un luogo ameno, quasi unico per essere in una zona che, pur non essendo centrale, non è neanche estrema periferia; un luogo dove vale assolutamente la pena andare, magari per una pedalata.
La storia di Via del Mandrione ha una precisa data di inizio, il 19 luglio 1943, giorno in cui si lega a quella di San Lorenzo.
Fino alla seconda guerra mondiale nella zona vi era un prato dove un tempo veniva tenuta una mandrai, anzi una grossa mandria (mandrione appunto di bestiame). La zona si trova stretta tra l'antico Acquedotto Felice e la ferrovia,quindi un poco isolata dal resto della città.
Bombardamento di San Lorenzo
Il 19 luglio 1943 un pesantissimo bombardamento da parte dell'aviazione alleata colpì il quartiere San Lorenzo, uccidendo circa 3000 persone e costringendone molti altri, la cui casa era stata distrutta, a cercare riparo altrove. Molti trovarono riparo sotto gli archi dell'acquedotto che dalla vicina Porta Maggiore portava verso il Mandrione. Gli archi offrivano riparo dalle intemperie e l'acqua dell'acquedotto era all'epoca ancora potabile. La presenza di prati dava inoltre la possibilità di coltivare un orto. Sorsero quindi delle baracche di fortuna come abitazioni provvisorie e si svilupparono anche piccole attività artigianali, talvolta realizzando le botteghe murando gli archi dell'acquedotto.
Le baracche del Mandrione
Finita la guerra, però, queste baracche continuarono ad essere abitate e vennero progressivamente occupate da zingari, prostitute, poverissimi immigrati dalle campagne. In breve la zona andò incontro ad un degrado pesantissimo.
Pasolini al Mandrione
Fu Pier Paolo Pasolini, personaggio sicuramente discutibile e discusso ma intellettuale di rara acutezza a far conoscere la situazione del Mandrione all'Italia intera scrivendone su Pagine corsare. Oltre a ciò vi ambientò anche numerose scene dei suoi film. Di tutti i luoghi di roma da lui frequentati, il Mandrione è sicuramente uno di quelli
Fu dalla metà degli anni '70 del secolo scorso che l'opera di alcuni coraggiosi operatori sociali, tra cui una che ho conosciuto personalmente, dal dott.ssa Zammataro, iniziò a porre rimedio alla situazione.
Gli abitanti della zona vennero trasferiti in case degne di questo nome e le baracche vennero demolite. La Banca d'Italia realizzò il centro sportivo per i suoi dipendenti in uno spazio precedentemente dato in comodato ai salesiani.
Mandrione-Casilina vecchia oggi
Mandrione-Casilina vecchia oggi
Mandrione-Casilina vecchia oggi
Mandrione-Casilina vecchia oggi
Dell'epoca delle baracche sono rimaste alcune botteghe artigiane, alcune trasformate in laboratori artistici e altre in attività di ristorazione che la sera creano problemi di altro tipo per l'affllusso di appassionati della movida. Restano problemi quali la mancanza di un adeguato sistema fognario, cosa incredibile considerando che Roma è stata la prima città al mondo a dotarsi di fogne efficienti con la Cloaca Massima, costruita oltre 2500 anni fa e ancora funzionante.
E' comunque un luogo che merita sicuramente una visita anche per comprendere perché Roma, comunque e in ogni caso, contina a rimanere una città unica al mondo

mercoledì 15 febbraio 2017

SAN GIOVANNI - IL QUARTIERE CHE NON C'E' - 1


"San Giovanni è uno dei quartieri più popolati di Roma, caratterizzato dal Palazzo Laterano e dalla famosa Basilica di San Giovanni in Laterano."
Così è scritto sul sito turistico ufficiale del Comune di Roma.
Ma, in realtà, San Giovanni è un quartiere che non esiste. Se date un'occhiata alla suddivisione di Roma, sia che si parli di toponomastica cioè di quartieri, di municipi o di zone urbanistiche, ebbene San Giovanni non ci sta proprio. Non è neanche una porzione definita di un quartiere più grande come ad esempio lo è il Coppedè del quartiere Trieste. Eppure, per tutti i romani, San Giovanni è un quartiere che esiste, eccome.
E non potrebbe essere altrimenti considerando che la Basilica di San Giovanni in Laterano, madre di tutte le chiese del mondo, è la cattedrale di Roma e quindi sede ufficiale del vescovo di Roma, cioè del Papa. E in effetti, nella Basilica di San Giovanni si trova la Santa Sede, cioè il trono simbolo del papato. E quindi San Giovanni è il vero cuore della Roma di oggi.
Non essendo un quartiere ufficialmente esistente, non ha confini definiti; ognuno li definirà a propria discrezione. La mappa mostra la mia personalissima opinione, liberissimo ogni lettore di esprimere la propria. La mia tracciatura include parte di Monti, Celio, Esquilino, Appio-Latino e Tuscolano.


mercoledì 25 gennaio 2017

Houses in the Walls - Case nelle Mura



The Aurelian Walls are not only one of the best preserved parts of the ancient Rome, but also something that is still part of the daily life of several people.

Le Mura Aureliane non sono solo una delle parti meglio conservate dell'antica Roma, ma anche qualcosa che è ancora parte della vita di numerose persone.

Few hundreds meters away from San Lorenzo Guest House, along Viale di Porta Tiburtina you will find some houses that have benn made inside and over the ancient walls. By the way, in Via Campania, close to Via Veneto, one of the towers has been used for a school of art.

Ad alcune centinaia di metri San Lorenzo Guest House, lungo Viale di Porta Tiburina, si trovano alcune abitazioni che sono state realizzate dento e sopra le mura. Inoltre, in Via Campania, vicino a Via Veneto, una delle torri delle mura è stata utilizzata per realizzarci una scuola di arte.